Costruzione e materiale

La costruzione di questo aquilone parte dalla realizzazione del telaio che è di abete di scelta 0/I.
Realizzati tutti i listelli necessari per la costruzione del telaio, si procede con il suo assemblaggio.


Listelli necessari per la realizzazione del telaio del box

I listelli del telaio devono essere lavorati come nei disegni del progetto, le due stecche centrali del telaio vanno rastremate alle estremità, mentre le quattro che compongono gli spigoli sono arrotondare sul lato esterno. I due puntelli distanziatori centrali sono ridotti in larghezza al loro centro.

Si prosegue con l'incollaggio delle varie parti, il telaio centrale, va accuratamente controllato lo squadro delle varie parti, aiutandosi per mentenerlo in forma con chiodi per fissarlo al supporto sul quale è poggiato.


Telaio centrale poggiato su un supporto per l'incollaggio.


Particolare della giunzione del distanziatore con la stecca centrale.

La seconda fase consiste nel realizzare la vela. La vela è in cotone da 100g/m2 , si presti molta attenzione alla circonferenza finale che deve essere la stessa per entrambe le vele.E' preferibile inserire un cordino all'interno delle bordature di ingresso e uscita delle vele, al fine di mantenere più tesa la vela. predisporre un foro per il passaggio della briglia sia nel box anteriore che quello posteriore.


Vela anteriore e posteriore fissate al telaio.

terminata la vela la si può fissare al telaio, avendo precedentemente marcato i punti di legatura secondo il procedimento riportato nel progetto originale. fissare la vela con quattro o cinque punti di legatura lungo le stecche o con alcuni chiodini.

La fase successiva consiste nel determinare la lunghezza delle traverse necessarie per tensionare la vela. si procede realizzando due traverse con una forchetta completa di legatura, e per tentativi successivi si accorcia in modo uguale l'altra estremità al fine di farla coincidere perfettamente con lo scasso di alloggio posto sulla opposta stecca di spigolo.


Stecca trasversale con forchetta completa.

La fasciatura della forchetta e le altre legature vanno fatte con spago di canapa incerato e successivamente ricoperto con colla al fine di prevenire slegature.
Ora non resta che montare definitivamente il box, assicurando le traverse con il telaio centrale a mezzo di una legatura, e provale il volo di questo cervo volante.


Legatura traverse con telaio.


Informazioni storiche:



Tratto da: " NOZIONI SUI CERVI VOLANTI "
articolo del Ten. Col. Luigi de Feo

Rivista d’Artiglieria e Genio Vol. 4 anno 1898

cervo volante tipo Hargrave. — avendo messo in chiaro che i cervi volanti a doppia cella (tipo Hargrave) sono quelli che meglio soddisfano alle condizioni di stabilita crediamo utile accennare al metodo migliore per costruirli come in un precedente scritto abbiamo indicato il modo di costruire i cervi volanti tipo malese. Il cervo volante che descriveremo non mancherà certo di fare buona prova,. essendo lo stesso prof. Marvin che ne da i disegni ed indica il modo di costruirlo in un suo recente opuscolo.

Le parti dell'ossatura occorre siano fatte con abete a fibra ben diritta; ma il pino bianco è ugualmente buono. Come stoffa di copertura si può usare o la tela battista o la tela di cotone. E pur necessario del filo - spago incerato, come quello usato dai calzolai.

Nella figura 21a si vede l’insieme della macchina, le cui parti sono le seguenti:

quattro bastoni per i 4 spigoli da 1016 X 6 X 16 mm, i quali però vanno ridotti alla forma indicata nella fig. 22a arrotondandoli sul dorso, assottigliandoli fino a 9 mm al centro ed affusolando le estremità ove sono praticati gli incastri a e b disugualmente distanti dalle punte;

un telaio centrale della forma e delle dimensioni indicate a figura 23a in esso le due stecche longitudinali hanno le dimensioni di 1016x9x9 mm, ma sono pure affusolate alle estremità ed hanno gli incastri per i due puntelli, i quali sono ricavati da stecche di 289x6x25,5 ed essi con filo - spago vanno assicurati alle stecche nel modo indicato dalla figura 24a;

due strisce di stoffa, orlate con cucitura, lunghe due volte la lunghezza e due volte l’altezza delle celle, cioè: 2 (915 +305) = 2440 mm, a cui si aggiungono 12 mm per sovrapporre i due lembi ed unirli con doppia cucitura.

Su ciascuna striscia bisogna segnare 6 rette là dove debbono corrispondere i 4 bastoni degli spigoli e le 2 stecche del telaio, e perciò due degl’intervalli fra dette rette debbono essere di 305 mm (altezza delle celle) e quattro di 457,5 mm (metà, lunghezza delle celle). Per far ciò, s’infilzano nelle strisce già cucite due bastoni e si allontanano in modo da stendere bene la stoffa senza sforzarla (fig. 25a). Dopo aver fatto corrispondere la cucitura lungo uno dei bastoni, si tracciano due rette in corrispondenza della metà grossezza dei bastoni, cioè in A e B. Si fa poi girare la stoffa in modo che A e B vengano nelle posizioni A’ e B’, distanti fra loro 305) mm, e si tracciano lungo i bastoni altre due rette, e finalmente si fa girare nuovamente la stoffa, in modo che A e B si oltrepassino di 305 mm, cioè che vengano nelle posizioni A" e B" e si tracciano altre due rette. Il tempo che si perde in tale operazione sarà largamente compensato dal modo come si comporterà il C. V.

Le due strisce debbono coprire le parti ab, cd del telaio centrale (fig. 23a), disponendo le prime linee A e B in coincidenza dello due stecche, longitudinali ed assicurando la stoffa ad esse con 4. o 5 punti. S’infilano poi i quattro bastoni degli spigoli e si cuciono in corrispondenza delle altro quattro linee, avendo l’avvertenza che gl’intagli in esso praticati rimangano in giusta posizione per ricevere le traverse diagonali. Inoltre due bastoni in diagonale debbono avere gl’intagli alla distanza più corta, e gli altri due li debbono avere alla distanza più lunga, affinché le traverse diagonali rimangano l’una indietro all’altra, lasciando in mezzo uno spazio per il puntello del telaio centrale: questi tre pezzi di legno si stringono fortemente fra loro con una fasciatura di spago incerato.

Per le quattro traverse diagonali (fig. 26a ), si prendono quattro bastoni di 950 X 6 X 16 e si lavorano in modo da ricavare alle estremità le forchette che si debbono incastrare negli intagli dei bastoni degli spigoli; però si possono prendere addirittura bastoni da 950 X 6 X 8 e fare le forchette con pezzetti di legno incollati.

Occorre sempre rinforzare le forchette con fasciature di spago e rinforzarle maggiormente usando il secondo metodo.

La lunghezza di 950 mm è maggiore di quella necessaria e bisogna ridurla alla giusta misura, provando e riprovando le traverse, non potendosi prevedere qual cedimento farà la stoffa. Nel raccorciare le traverse, bisogna naturalmente approfondire le forchette. E indispensabile che le due traverse della stessa cella siano perfettamente uguali in lunghezza. La lunghezza indicata in figura è quella a cui approssimativamente si ridurranno. La briglia si può fare in due modi. Se il vento è forte, si assicura un capo di corda di 1,80 m al punto A (fìg. 23a) del telaio centrale con un nodo che si vede ingrandito nella figura 24a. All’altra estremità si fa una fibbia, alla quale si unisce la cordicella del gomitolo con un nodo da tessitore; ma se il vento è debole si assicurano i due capi della corda lunga 1,80 m ai due punti a e b (fig. 25a bis). In un punto c si fa un occhiello, intorno a cui si assicura la corda del gomitolo nel modo che di fianco si vede ingrandito, il quale modo permette di cambiare il punto d’attacco e secondo le occorrenze .

Per sollevare questo C. V., si svolgono 50 m circa di corda , mentre esso è tenuto da un aiutante. Quando tutto sia pronto, questi lancerà il C. V. in alto, secondo la direzione che dovrà prendere, stando bene attento a quello che potrà succedere. Se la spinta non viene data secondo la direzione del vento, il C. V. nel sollevarsi farà irregolari movimenti. Giunto che sia ad una certa altezza, potrà sbandare un po’ ora da una parte, ora dall’altra, ma se comincerà a fare lanci irregolari ed a roteare, sarà segno che nella sua costruzione vi fu qualche cosa di sbagliato, ovvero che la sua ossatura ha sofferto distorsione, od almeno che la stoffa di copertura non si è ugualmente distesa sotto l’azione del vento. Alle volte può accadere che il peso del legno non sia uniforme e che perciò uno dei lati del C. V. sia risultato più pesante dell’altro. Tali difetti vanno corretti e l’ultimo mercé l’applicazione di una sottilissima laminetta di piombo alla parte più leggera.

Quando il vento sia molto debole, occorre usare un filo molto leggero ed è necessario che l’operatore percorra un certo tratto alla corsa. In questo modo il C. V. si solleverà ad una certa altezza ove la corrente sarà più forte. Quando invece il vento sia molto forte, egli dovrà poggiare il gomitolo della corda a terra e prendere tutte le disposizioni affinché la cordicella si svolga rapidamente, per secondare la velocità con cui il C.V. sarà sollevato.


Defeo frame


Fig. 21a


Fig. 22a


Fig. 23a


24a


Fig. 25a


Fig. 25a bis


Fig. 26a