All the photographs are copyrights of Batut Museum
More and precise informations on Batut's life are on the book " LABRUGUIERE birthplace of kite aerial photography " written by D. Autha, S. Negre, G. de Beauffort, R Fosset.


Andrea Casalboni & Serge Negre discuss on Batut



Autoscatto di Arthur Batut - Arthur Batut self portrait © BATUT MUSEUM

Arthur Batut nacque a Castres, in Francia, il 9 febbraio 1846. Non è facile descrivere in poche parole il carattere di quest’uomo. Egli era una persona gentilissima, squisita sotto ogni punto di vista, estremamente intelligente e dotata di una grandissima quantità di doti umane unite ad una rettitudine morale assolutamente fuori del comune. Amava circondarsi di un gran numero di amici, e la sua compagnia era ambita da tutti quelli che lo conoscevano: la sua fervida intelligenza, e la mentalità aperta, ne facevano infatti un compagno di conversazione ideale. La concezione che egli aveva della vita è contenuta in una frase che amava spesso ripetere e che troviamo scritta nel suo diario personale: " Il segreto della felicità consiste nel vivere la vita senza aspettarsi nulla dalle persone che ci circondano, ma nello stesso tempo occorre viverla come se gli altri si attendessero tutto da noi ". Il profondo senso di queste parole lascia ben trasparire la gran nobiltà d’animo d’Arthur Batut. Fra gli svariati interessi che quest’uomo aveva ve n’era uno al quale amava dedicarsi in modo particolare: la fotografia. Quando egli nacque questa disciplina era nel periodo della sua infanzia: erano infatti trascorsi appena dieci anni da quando Joseph Nicephore Niepce era riuscito ad ottenere un’immagine negativa su carta sensibilizzata con sali d’argento.
Arthur Batut acquistò ben presto la sua prima macchina fotografica ed attrezzò il proprio laboratorio in un angolo della propria abitazione. Egli amava passeggiare per le vie del suo paese Labruguiere, portando con se la propria "scatola magica" per riprendere immagini della vita di tutti i giorni.
Batut era fortemente attratto anche dalla navigazione aerea e leggeva qualunque cosa in merito a quest’argomento. Era pubblicata a quel’epoca in Francia, una famosa rivista scientifica, "La Nature" fondata e diretta da Gaston Tissandier, noto aerostatista. Nel 1885 lo stesso Tissandier aveva ripreso alcune immagini aeree di Parigi sospendendo la macchina fotografica ad un pallone aerostatico frenato. Fu appunto leggendo tale rivista che Batut ebbe l’idea di sostituire il pallone aerostatico con l’aquilone. Batut si mise all’opera per costruire il suo sistema. Realizzò la macchina fotografica con materiali leggeri, come legno, sughero e cartone equipaggiandola con un obiettivo costituito da una lente singola; tale lente, comunque, venne ben presto sostituitoa da un’ottica anastigmatica. Lo scatto dell’otturatore era attuato da una miccia che, bruciando lentamente, attivava un meccanismo ad elastico.
Batut ottenne la sua prima fotografia aerea nel mese di Maggio del 1888. Sfortunatamente l’immagine risultò mossa: ciò era dovuto alla scarsa velocità del’otturatore. L’inventore apportò ben presto varie modifiche al sistema ponendo particolare attenzione al meccanismo di scatto: cambiando lo spessore, e quindi la potenza degli elastici di gomma che muovevano l’otturatore, riuscì ad ottenere un tempo d’esposizione di circa 1\100 di secondo.

Arthur Batut was borne in Castres, France, on February 9, 1846. It is not easy to describe the character of this man in few words. He was a kind person, delicious from each point of view, extremely intelligent and of a moral rectitude absolutely out of the common. He loved to surround himself with a great number of friends, and all the people who knew him always looked for his company: his fervent intelligence, and open mentality, maked an ideal friend and conversation companion out of him.The conception that he had of the life is contained in a sentence that he often loved to repeat and that is written in his personal diary: " The secret of happyness consists in living the life without expecting anything from the people that surround us, but in the same time it is necessary to live it like if the others are expecting everything from us." The deep sense of these words show the great nobility of mind of Arthur Batut. Among the great amount of interests that this man had, there was one that he particoularly loved: the photography. This discipline was really new at that time: in fact Nicephore Nipce succesfully obtained the first image, on sensitized paper, only ten years before.
Arthur Batut soon purchased his first camera and he equipped his own laboratory in a room of his home.He loved to walk in the streets of Labruguiere, carrying with him his "magic box" for to take images of the all-days life. Batut was also strongly attracted from the aerial navigation and he read everything about this activity.At that time in France was published a famous scientific magazine: "La Nature".It was founded and directed by Gaston Tissandier, a famous aerostatist. In 1885 Tissandier had taken some aerial images of Paris, suspending the camera from a captive ballon. Reading the above mentioned magazine Batut had the idea ot taking aerial pictures using a kite instead of a balloon. Batut began the work for to build his system. He build the camera with lightweight materials such as wood, cork and cardboard and equipped it with one objective made ot from one single lens.
Batut, however, will soon replace this lens with one anastigmatic objective.The shutter release was activated by a burning fuse acting on a rubber band-driven device.Batut got his first aerial photo in the month of May of 1888. Unfortunately the image was not very sharp: the shutter speed was too low. The inventor soon made some modifications to his system.Changing the thickness,and therefore the power of the rubber bands, Batut obtained a shutter speed of about 1/100 of a second: that was good enough.


Veduta aerea di En Laure - En Laure aerial view © BATUT MUSEUM

L’anno seguente, e precisamente, il 13 Febbraio 1889, egli scattò un’immagine della propria abitazione, la tenuta di "En Laure", da 127 metri d’altezza; il risultato fu perfetto. La fotografia fu pubblicata sulla rivista "La Nature" del 23 Marzo dello stesso anno unitamente ad un lusinghiero articolo.
Batut, dopo alcuni mesi, inviò all’editore " Gauthier-Villars et fils ", un manoscritto contenente la descrizione dettagliata della sua invenzione. Da questo manoscritto fu tratto il famoso libro "La fotografia aerea per mezzo d’aquilone", pubblicato nel 1890.

The following year,exactly on February 13, 1889, Batut shot an aerial picture of his residence, the " En Laure " farm, from an height of 127 meters and the result was perfect. The picture was published on the magazine " La Nature " of March 23, 1889, together with one flattering article.
After a few months Batut sent to the editor " Gauthier-Villars and sons ", one manuscript containing the detailed description of his photographic system. This manuscript was transformed in the famous book " La Photographie Aerienne Par Cerf-Volant " published in 1890.


Progetto aquilone di Batut - Batut's kite plan © BATUT MUSEUM

Vediamo ora qualche dettaglio dell’intero sistema.
L’aquilone fu costruito modificando un progetto di Esterlin, apparso sulla rivista "La Nature" del 26 Febbraio 1887.
Batut sostituì l’intelaiatura originale, in bambù e vimini, con una in listelli di pioppo a sezione rettangolare, aventi per dimensione 2x0.5 centimetri e lunghezza di 2.5 metri. La traversa arcuata fu realizzata utilizzando due lame di spada N°5, saldate fra di loro e fissate a circa 50 centimetri dal vertice superiore dell’aquilone. Fra i due listelli, costituenti il longherone, erano inseriti altri dispositivi: una struttura a scatola, costruita con sottili asticelle di legno, destinata a sostenere il sistema di sospensione della macchina fotografica, e due piccoli listelli sempre in legno, ai quali era fissata la briglia. Una sottile funicella univa i quattro vertici dell’aquilone: la velatura, in carta robusta, era incollata sopra questa e gli angoli erano rinforzati con tessuto di cotone leggero.
L’aquilone era munito di una coda lunga circa 12 metri, realizzata annodando dei rettangoli di carta lungo una doppia cordicella.

Let us see some details of the whole system.
The kite was built modifying a plan of Esterlin, wich appeared on the magazine "la Nature", of February 26,1887. Batut replaced the original framing, wich was made with bamboo and wicker, with a new framing made with rectangular section small bars of Carolina poplar wood. The dimensions of the bars were 2x0.5 centimeters, and 2.5 meters in lenght. The arched crossbar was realized welding together two " N° 5 " sword blades and it was fixed at about 50 centimeters from the top end of the kite
Other devices were fitted between the two bars of the longeron: a box-shaped structure, built with wood, were the camera support system was fixed and two little wooden bars as fixing points for the bridle. A thin rope united the four extremities of the kite: the sail, made with strong paper, was glued on this rope and all the extremities as well as the two bridle attachment points were reinforced with thin cotton cloth.
The kite was equipped with a tail , 12 meters long, realized knotting together rectangles of strong paper along a double rope.


Aquilone pronto al volo - Kite ready to fly © BATUT MUSEUM





La macchina fotografica era costruita in legno e cartone e funzionava con lastre di pellicola 13x18 cm. L’otturatore, del tipo " a ghigliottina ", era mosso da robusti elastici di caucciù. La fotocamera veniva fissata lungo la spina dorsale dell’aquilone per mezzo di due supporti scatolati in legno, di forma triangolare, che opportunamente combinati fra di loro, consentivano di orientarla in varie direzioni.
Batut aveva realizzato anche un congegno molto ingegnoso per stabilire da quale altezza le fotografie erano scattate. Tale congegno era imbarcato sull’aquilone, fissato immediatamente a ridosso della fotocamera. Si trattava, in estrema sintesi, di una piccola "camera oscura", senza obiettivo, all’interno della quale era sistemato un piccolo barometro aneroide. Nel momento stesso in cui la macchina fotografica principale riprendeva l’immagine, era azionato anche l’otturatore del sistema di rilevamento altimetrico. La luce, penetrando attraverso una fessura, proiettava l’ombra dei due indici del barometro (quell’indicatore e quello di riferimento) su di una pellicola posta dietro di loro. Misurando lo scarto in millimetri fra i vertici delle due ombre e moltiplicandolo per 12 si otteneva, con buonissima approssimazione, l’altezza raggiunta dall’aquilone. Considerando la qualità dei materiali che Batut aveva a disposizione i risultati, raggiunti, sono assolutamente ragguardevoli. Il peso totale dell’aquilone era di 1,800 Kg e quello dell’equipaggiamento da portare in volo (il supporto triangolare, la macchina fotografica e la "camera oscura" completa di barometro) di 1,200 Kg. A questo va aggiunto il peso del cavo di ritenuta, consistente in una cordicella di canapa del diametro di 3,5 millimetri e della lunghezza di 244 metri, che era di 1,900 Kg.

The camera was made with wood and cardboard, and it was loaded with 13x18 centimeters film plates.
The shutter was one " Guillotine " model and it was moved by caoutchouc rubber bands . The camera was fixed at the longeron by means of two wooden, triangular supports that, combined in several ways , allowed the camera to be pointed in different directions.

Batut had realized a very ingenious device for to establish from which height the photos were taken. This device was on board the kite, near the camera. It was, in very simple words, a small "dark room" without objective, inside of which was fitted a small aneroid barometer. The shutter of the camera and the one of the small camera, containing the barometer, worked simultaneously . As the shutter of the secondary camera was released, the light penetrated inside of it through a small slit projecting the shade of the two needle- indicators of the barometer ( the reference one and the measuring one ), on a film set behind of them. By measuring the distance in millimeters between the upper end of the two shades impressed on the film, and multiplying this value by 12, it was possible to calculate the height of the camera at the moment the shutter was fired. Considering the quality of the materials that Batut had at his disposal, the results that he reached were remarkable.
The total weight of the kite was 1,.800 Kg and the one of the equipment to be transported in flight ( the camera support, the camera, and the "dark room" containing the barometer ), was 1,200 Kg..The kite line was a 3.5 millimeters diameter twisted hemp rope, 244 meters long: it' s weight was 1,900 Kg.


Supporto camera di Batut - Batut's camera support © BATUT MUSEUM


Camera di Batut - Batut's camera © BATUT MUSEUM


Replica camera di Batut - Batut's camera replica by Andrea Casalboni

L’anno successivo alla pubblicazione del libro, Batut, ricevette una lettera proveniente da Reims scritta da parte di Emile Wenz, il quale, si dichiarava entusiasta dei risultati ottenuti da Batut e gli manifestava il desiderio di incontrarlo approfittando del suo passaggio nei pressi di Labruguiere. L’appuntamento fra i due venne fissato per il 26 settembre del 1891. Questa data è molto importante poiché segna la nascita di una collaborazione molto proficua per lo sviluppo della fotografia aerea. Il problema successivo, che si pose a Batut, consisteva nell’impossibilità di direzionare in modo semplice e sicuro l’obiettivo della macchina. Solo dopo vari studi realizzò un sistema definito a "cardano" ; esso consisteva in due "cornici" di legno poste l’una dentro l’altra: la prima, che sosteneva l’apparecchio, poggiava mediante un paio di perni sulla seconda, la quale, a sua volta, appoggiava al sostegno esterno mediante altri due cardini il cui asse era perpendicolare all’asse dei primi. Batut era così in grado di disporre la macchina combinando opportunamente le due cornici.
Nel corso degli ultimi anni il sistema venne costantemente migliorato. Il progresso della tecnica mise a disposizione obiettivi sempre migliori, ed otturatori capaci di raggiungere velocità sempre più elevate; tutto questo andava a vantaggio della nitidezza delle immagini. Arthur Batut nel corso della sua vita scattò moltissime foto aeree, la maggior parte delle quali di ottima qualità: bisogna considerare che i mezzi messi a disposizione dalla tecnica dell’epoca erano molto poveri. La stragrande maggioranza delle suddette immagini fu ripresa nei dintorni di Labruguiere: Batut, infatti, non amava allontanarsi dalla sua amatissima cittadina. Il geniale inventore morì, a causa di un infarto, il 19 gennaio 1918, all’età di settantadue anni.

The year that followed the publication of his book, Batut received a letter from Reims: it was written by Emile Wenz. Wenz wrote that he was enthusiastic about the results obtained by Batut and he expressed the desire to meet him, taking advantage from his next passage near Labruguiere. The appointment between the two was fixed for September 26, 1891. This date is very important since it marks the birth of a very profitable collaboration for the development of the aerial photography.
One of the problems that Batut had to solve was the pointing of the camera, in different directions, in a simple way. After several attempts he realized a system that was called " Cardan Suspension " . The system consisted of two wooden frames, fitted the one inside the other; the internal one supported the camera and was fixed to the external one by mean of two pins : in this way it became very easy to point the camera in any desired direction. The above picture shows how the system works.
During the years the system was constantly improved. Thanks to the progress of technology it became possible to use better objectives, and new shutters , capable to reach higher and higher speeds : in this way the sharpness of the pictures was greatly better. Arthur Batut, during the course of his life, collected a great amount of aerial pictures , and many of them were of very good quality: of course must be considered the point of development of photographic technology at that time. Nearly all the pictures were taken by Batut in the environs of Labruguiere: in fact he did not like to travel, and leave his beloved town. Arthur Batut died of earth attack on January 19, 1918 at the age of 72.




Sistema a cardano di Batut - Batut's cardan suspension © BATUT MUSEUM