10 anni del"GRINGO LOCO TEAM" fondatore del movimento KAP in Italia.

Il Gringo Loco Team nasce a Villanova di Bagnacavallo (RA), durante il mese di settembre del 1989. Il fondatore del gruppo è Focaccia Fausto, esso, frequentatore degli ambienti aquilonistici, sentì parlare di apparecchiature, costruite appositamente, per eseguire fotografie aeree per mezzo di aquiloni. Questa cosa lo interessò molto a tal punto da dedicarsi alla costruzione di una di queste apparecchiature. I problemi da affrontare non erano certamente pochi, se si considera che Focaccia, non aveva mai visto alcun sistema per fotografia aerea. Per la costruzione del primo sistema mise a duro sforzo tutta la sua fantasia e , grazie all’aiuto di Andrea Casalboni subentrato nel frattempo, solo dopo un mese nasce la "numero uno". Lo sforzo per la realizzazione di questa nostra prima apparecchiatura ci sembrò notevole, ed anche l’aspetto era, tutto sommato, piacevole.


Fausto Focaccia fondatore del GLT

I primi dolori arrivarono al collaudo di tutto l’insieme; l’apparecchiatura funzionò perfettamente, ma ci permise di trarre una grande serie di dati che portavano tutti alla spiacevole conclusione che il concetto da cui eravamo partiti per la costruzione della numero uno erano sbagliati!. Senza perderci d’animo, e notevolmente incoraggiati dopo la visione delle foto eseguite in quel primo volo, iniziammo la progettazione del secondo sistema.
Molti furono i punti che cercammo di rispettare per questa seconda costruzione e primo fra tutti la solidità del sistema. Dopo un’attenta progettazione a tavolino, si passò alla costruzione vera e propria, e con nostra sorpresa, questo secondo prototipo venne alla luce molto più velocemente del primo, segno che avevamo fatto progressi. La seconda apparecchiatura era costruita con un sistema definito da noi a "culla", sistema che non abbiamo più variato anche per tutte le successive apparecchiature. Questa nostra seconda apparecchiatura si rilevò molto affidabile e ben costruita tale da permetterci una notevole quantità di voli e di reportage. Il problema che ci si pose a questo punto fu la costruzione di un verricello che ci permettesse di ancorare l’aquilone a terra per renderci più liberi di seguire la macchina fotografica quando era in volo. Il primo verricello venne studiato per essere dotato di tutti gli optional e precisamente: doppio tamburo per bobinare due cavi di sezione differente da utilizzare a seconda del vento, sistema di riavvolgimento manuale e motorizzato con alimentazione sia a 12V che a 220V, nonché freno per rallentare lo svolgimento del cavo senza ustionarsi le mani agendo sulle bobine. Il verricello si dimostrò subito assai utile in particolare quando utilizzavamo le nostre nuove apparecchiature sempre più complesse e "difficili" da controllare dovendo trattenere il cavo dell’aquilone a mano.
La ricerca di apparecchiature sempre più affidabili, e allo stesso tempo precise, ci portò alla realizzazione, oltre che a molte varianti del secondo sistema che impiegava una compatta, anche alla costruzione di un sistema per sollevare una telecamera che fosse in grado di trasmettere a terra il segnale d’immagine che stava riprendendo, eravamo così in grado di verificare minuto per minuto sul nostro televisore ciò che la telecamera vedeva. Altre nostre costruzioni utilizzavano una macchina di tipo reflex in modo da ottenere foto di qualità superiore. Dopo vari anni di attività in giro per i festival e non, abbiamo accumulato una notevole esperienza in campo di fotografia aerea ed i nostri obiettivi si sono spostati dal punto che ci eravamo prefissi all’inizio. Le nostre nuove apparecchiature sono sempre più semplificate, pur mantenendo le stesse caratteristiche di funzionamento, il tutto con il fine di ridurre gli imprevisti di rottura di una piccola parte che ne impedirebbe il funzionamento. Questa semplificazione non ha interessato solo le apparecchiature ma anche le attrezzature che normalmente utilizziamo come il verricello, che dal primo modello in ferro con vari optional, siamo passati ad uno più semplice e leggero in alluminio il tutto completamente manuale ma di grande praticità per il trasporto.
Anche gli aquiloni hanno subito un'evoluzione, passando dai potenti Cody ai più semplici delta senza per questo avere perdite in affidabilità e potenza di sollevamento.
In questi anni abbiamo continuato, in modo più o meno assiduo, a promuovere l'hobby della foto aerea, devo ringraziare Fausto per avermi "iniziato" a questa attività e per aver posato le basi a quello che oggi si rivela essere un hobby con sempre più proseliti ed interessati, hobby culminato con la creazione, da prima, del sito KITES! nato sulle orme del primo sito Italiano di KAP di Alberto Bonati, e in secondo, con la realizzazione del Meeting of Italian KAPers che vuole essere un incontro per divulgare, scambiare e mostrare idee vecchie e nuove legate alla foto aerea. In questi dieci anni molte sono state le persone conosciute sui campi di volo, molte quelle che si sono avvicinate al nostro hobby e altre che si sono allontanate, ma desidero ringraziare tutti per l'aiuto fornito ad evolvere la nostra piacevole attività ed un arrivederci ai prossimi anni.